Un anno fa.

Un anno e qualche mese fa, cominciavo a pensare e a sognare la mia esperienza all’estero.
Un anno e qualche mese fa leggevo blog da tutto il mondo e ogni giorno sognavo di finire in un paese diverso.
Un anno e qualche giorno fa disegnavo alberi e rispondevo a domande strane, facevo i test “d’idoneità”.
Un anno fa, il 27 novembre 2012, ricevevo una splendida notizia.
Avevo passato le prime fasi delle selezioni di Intercultura!
Un anno fa sognavo tutto questo, ero piena di speranze, emozioni, coraggio, voglia di fare.
E ora eccomi qui. Non mi sembra possibile che sia davvero passato tutto questo tempo.
E’ vero quello che dicono, che l’exchange year non è un viaggio che dura solo 10 mesi, si parte molto prima.
L’altro giorno riflettevo su questa cosa e mi sono posta una domanda “Quello che sto vivendo era davvero ciò che mi aspettavo?”.
La risposta è no, assolutamente no.
Un anno fa pensavo a quanto sarebbe stato tutto perfetto, un rapporto meraviglioso con la famiglia, pensavo che il tempo sarebbe volato, pensavo che avrei conosciuto gente da tutto il mondo, che avrei avuto un sacco di amici.
Quando mi dicevano che sarebbe stato difficile mi entrava da un orecchio e mi usciva dall’altro.
Insomma, certo che sarebbe stato difficile, ma sono sopravvissuti tutti no?! E poi non avevo mai sentito un exchange parlare dei momenti duri di questa esperienza.
Tutti felici, a raccontare di quanto l’exchange year fosse stato il migliore della loro vita.
Ebbene si, futuri exchange, ci sono tante cose che non vi dicono.
Non vi dicono quanto sarà dura quando tutti vi ignoreranno perché non parlate la loro lingua e ancora peggio quando la imparerete un po’ ma nessuno avrà la pazienza di starvi dietro e parlare un po’ più lentamente.
Non vi dicono quante volte dovrete ricacciare indietro le lacrime per non sembrare deboli.
Quante volte piangerete davanti a un messaggio dei vostri amici o dei vostri parenti, un po’ per nostalgia, un po’ perché vi rendete conto di quanto siete fortunati ad averli e a quanta forza vi danno.
Quante volte sarete tristi, ma fingerete un sorriso davanti alla vostra famiglia per non far credere che stiano facendo qualcosa di sbagliato con voi.
Quante volte vi verrebbe solo voglia di urlare addosso alle persone “Mi vedi? Sono qui! Ho solo bisogno di un amico, solo bisogno di un abbraccio!”. Ma non potrete farlo.
Quante volte dovrete ricominciare da capo, con la lingua, con le relazioni, con le sicurezze che pensavate di aver trovato.
E ora non prendetemi come l’exchange depressa di turno, prima o poi ognuno di noi si trova davanti a queste sensazioni, non si scappa, fa parte del gioco.
Si deve solo imparare a superarle, stringere i denti e pensare che non potrà che farci bene, che mal che vada hai sempre una vita in Italia a cui tornare.
Sono felice di dire che sto facendo quello che molte persone non hanno avuto il coraggio di fare. Sono orgogliosa di me e piano piano la nostalgia per l’Italia si trasforma, non è più quella brutta sensazione che ti fa dire “Ma cosa ci faccio qui?”, è quella sensazione che ti fa pensare “Sono felice di avere la mia vita italiana, nonostante tutto. Sono orgogliosa di essere italiana, non vedo l’ora di tornare e riprenderla in mano!”.
Se devo pensare alla mia vita finlandese posso dire che sto costruendo qualcosa che mi piace.
Quando l’altro giorno la mia amica tedesca mi ha detto “Tu sei l’exchange perfetta, non hai problemi con la famiglia, sai già un po’ parlare a novembre…” non sapevo cosa dire.
Forse è vero, non lo so, ma sicuramente tutti i traguardi che ho raggiunto sono merito mio.
Con la famiglia sono stata fortunata, in particolare con la mia host-mum.
Non posso fare a meno di pensare che sia un supereroe, 5 figli e voler ospitare un’ exchange student per un anno.
Ogni mattina si alza e il suo primo pensiero è svegliare i bambini, preparare la colazione, ricordare a tutti gli impegni della giornata, minacciare chi non si vuole lavare i denti o uscire dal letto.
Eppure è sempre pronta ad ascoltarmi, parlarmi delle abitudini finlandesi, ridere con me, parlarmi in finlandese e risolvere ogni mio problema.
Il mio host-dad è il classico finlandese che capisce l’inglese ma si vergogna a parlarlo, quindi le uniche conversazioni che abbiamo sono monologhi da parte sua a una velocità impressionante.
Ma ora sto cominciando a seguirlo (un po’) e questo mi fa piacere.
Nonostante so che il mio rapporto con lui non potrà mai essere come quello padre e figlia, forse perché penso ancora a mio padre, con cui ho un rapporto troppo speciale.
Avere 5 fratelli è bello e a volte stressante. E’ bello perché in casa non c’è mai silenzio e come dice Nea-Veera puoi sempre scegliere con chi parlare.
E’ stressante perché ognuno ha le sue paturnie, ognuno ha i suoi problemi, i bambini urlano, le sorelle adolescenti con la luna storta un giorno si ed uno no.
Sono felice di aver trovato le mie sorelle, sicuramente è una fortuna avere qualcuno in famiglia che ha più o meno la tua età ma a volte è difficile.
E’ difficile capire il loro carattere, è difficile quando a volte le vedi insieme e ti senti esclusa, come a pensare che non avrai mai quel tipo di rapporto che hanno tra di loro.
Sicuramente sono io troppo sensibile, ma ancora faccio fatica ad abituarmi a quella sensazione di “essere ignorata”che regna nelle case finlandesi.
Ma da qualche settimana non mi fa più così male, ho deciso che non mi farò più ferire da questo.
Siete in camera con gli amici e mi ignorate anche se cerco di integrarmi? Bene, me ne vado nella mia stanza, sopravvivo anche senza.
Questo sicuramente mi fa sentire un’ asociale e a volte un po’ sola, ma cosa ci devo fare?
Un altro consiglio che mi sento di dare a chi vorrebbe scegliere la Finlandia è che dovete saper sopportare la “solitudine”.
I finlandesi sono così, rispettano i tuoi spazi e la tua indipendenza, anche troppo direi!
Dovete stare bene con voi stessi.
Sicuramente queste sensazioni si accentuano ora, nei mesi più bui dell’anno che inevitabilmente portano un po’ di malinconia. Ma noi siamo forti e li supereremo, soprattutto quando la primavera ci riporterà il meritato sole e noi vivremo la parte migliore dell’esperienza.
Non fraintendetemi, amo l’inverno finlandese.
Amo svegliarmi la mattina e vedere tutto bianco, la neve che rende tutto più pacifico e silenzioso, le luci di natale che cominciano ad apparire ovunque, illuminando le case, gli interni e le strade più buie.
Amo sorseggiare la bevanda di Natale, il “glogi” (non trovo la o con la dieresi) . Dolce e caldo, l’ideale dopo una camminata al freddo.
Amo sentire l’odore di zenzero e dei cibi tipici natalizi, amo camminare di mattina verso la fermata e vedere un cielo a volte rosa, a volte azzurro, con colori meravigliosi e mai visti.
La mia vita qui è così tranquilla, così rilassata.
Questa sicuramente è una cosa che mi mancherà.
Una cosa che invece mi manca della mia vita italiana è avere qualcosa da fare nei weekend.
Sembra una cosa stupida ma anche solo andare fuori a mangiare, andare in un centro commerciale, andare al cinema , andare a trovare un’amica senza dover fare da 8 a 40 km.
Le distanze sicuramente sono una cosa che non aiuta i finlandesi e il loro spirito sociale.
Per non parlare di Puolanka, in cui il massimo della vita è un pub dove nessuno va perché trovi maniaci e il “ristorante” Esteri, che è la mia salvezza perché fanno le pizze. Nonostante siano lontane anni luce dall’originale, in qualche modo devo sopravvivere no? 😀
Non pensavo mi sarebbe mai mancata la “vita di città”, soprattutto ora che non si può più andare a fare la “vità di foresta” , camminare e arrostire salsicce e pulla, a causa della neve.
Nonostante la noia, nonostante i dolori, i momenti difficili, il mio umore non sta subendo cadute da un bel po’.
Un po’ perché a scuola ho trovato amiche fantastiche, un po’ perché sono forte dell’appoggio della mia famiglia qui (sbalzi d’umore e “lunaticità” (?) a parte), un po’ perché mi rendo conto di quanto sia fortunata a poter vivere il mio sogno.
E nonostante la voglia d’Italia, quando mi ritrovo a chiedermi : “Ne è davvero valsa la pena?”, non esito a rispondermi “Si e mille volte si!”. Era proprio quello che mi serviva.
Futuri exchange, se questo è il vostro sogno e siete pronti ad affrontare l’anno più meraviglioso, incredibile e difficile della vostra vita.. Partite, è una scelta di cui non vi pentirete! 🙂

 

La stagione natalizia qui è ufficialmente aperta e io vi lascio con il glogi, i pipari e joulutorttu, tipici cibi natalizi, alla prossima 😀

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