Find the happiness in myself.

Si, aggiorno solo ora nonostante sia in vacanza da lunedì e non abbia avuto niente da fare, ma la realtà è che mi sembrava alquanto inutile aggiornare il blog raccontando di quanto mi annoiassi :’)
Vabbè forse esagero, ho passato anche dei bei momenti in questa settimana e avuto molti momenti di umore “alto”!
Ma di questo parlerò dopo, ora voglio parlare di una sensazione che ho provato oggi.
Essendomi riposata molto in questi giorni avevo molte energie represse (?) e ho deciso di andare a camminare per fare un po’ di esercizio fisico e allo stesso tempo godermi la natura.
Non so neanche perché, non so cosa sia scattato improvvisamente nel mio cervello, ma mi sono sentita bene.
Camminando sulla strada, solo io, gli alberi, una leggera pioggerella che mi bagnava l’impermeabile e la mia musica.
Le canzoni e le frasi in cui mi rispecchiavo si susseguivano.

I walk a lonely road, the only one that I have ever known, don’t know where it goes but it’s home to me and I walk alone
[…] 
Sometimes I wish someone up there will find me, ‘til then I walk alone“.

E poi ancora:

It took a long long time to get here , it took a brave, brave girl to try  […]  I’ll never be perfect, but at least now i’m brave
Now, my heart is open and I can finally breathe ,don’t be mad, it’s just the brand new kind of free ,that ain’t bad, I found a brand new kind of me
Don’t be mad, it’s a brand new time for me”.

E’ strano, perché da quando sono qui il mio umore dipende soprattutto dagli altri, dai piccoli gesti o le piccole conversazioni che possono cambiare una giornata.
Invece oggi no, è stato un momento semplicemente dedicato a me e ne sono stata felice, come sono stata felice di condividere poi questo buon umore con le altre persone.
Questo, insieme a messaggi che ho letto da altri exchange mi ha fatto capire una cosa.
Dovremmo trovare prima di tutto un equilibrio, una serenità che non dipende da nessuno se non da noi stessi.
Un po’ come dire: “Io basto a me stessa”. Allora la solitudine sarà più facile da affrontare.
Ci sono un sacco di motivi per cui potrei bastare a me stessa, a partire dal fatto che ho avuto il coraggio di abbandonare la mia vita per un anno, per andare incontro all’ignoto.
Mi basto perché ho capito che so come cavarmela, perché sto ritrovando quell’autostima persa da tempo, perché sto ritrovando tutta l’energia vitale che c’è in me, che l’apatia si sia stancata di essere mia amica? Lo spero.
La realtà è che quando parti pensi di sapere tutto, sei totalmente preparata a ciò che ti aspetta.
Una nuova famiglia, nuove abitudini, una nuova cultura, tante persone e cose nuove da scoprire.
Quello a cui nessuno ti prepara è il viaggio “parallelo”, quello che compirai dentro te stessa.
Penso che sia la parte più difficile e allo stesso tempo più incredibile.
Bisogna essere disposti a mettere in discussione tutto, perfino quei lati del tuo carattere che pensavi di aver compreso.
Bisogna essere disposti ad accettare realtà scomode della tua personalità, che anche cambiando paese non scompaiono.
Bisogna semplicemente imparare ad accettare se stessi e bisogna essere preparati a scoprire tutte quelle qualità e risorse nascoste che non avremmo mai pensato di avere.
E dopo quasi tre mesi posso dire di aver compiuto un viaggio abbastanza lungo per cercare di mettere per iscritto qualcosa su di me, sperando che alla fine di questa lunga avventura potrò dire di aver trovato tutti i pezzi che compongono la “vera” Giulia.
Ho scoperto che devo imparare a trovare la felicità dentro di me, ma allo stesso tempo avere persone intorno con cui condividerla.
Ho scoperto che mi piace aiutare le persone, mi piace renderle felici con  piccoli gesti, sinceri e che arrivano dal cuore.
La cosa che più mi riempie di gioia è sapere di aver fatto stare bene qualcuno, che sia con un regalo, con un saluto, con un aiuto.
Ho scoperto che le piccole cose sono quelle che contano, che l’essenza della vita sta nella semplicità.
Un caffè condiviso con le persone a cui vuoi bene, mentre una torta cuoce nel forno e riempie la casa di dolcezza.
La depressione di una giornata piovosa, combattuta con una bevanda calda e tante chiacchiere.
Parlare con la tua mamma finlandese mentre prepara la cena.
Tua sorella che irrompe in camera tua e comincia a farti il solletico e a “lottare” con te, mentre tutto il resto della famiglia ti guarda male.
Riuscire ad aprirsi e a condividere un brutto sentimento, sentendosi dire che qualsiasi problema io abbia devo parlarne.
Captare una conversazione in una lingua che ormai non è più così sconosciuta.
Svegliarsi la mattina e trovare il tuo fratellino in cucina che ti fa un sorriso e urla “Tullian!”, ovvero la sua versione del tuo nome :’)
Suonare la tua canzone preferita al pianoforte e allo stesso tempo cantare.
Tre mesi fa non avrei mai detto che una qualsiasi di queste cose potesse farmi sentire bene e serena, eppure ancora una volta ho dovuto ricredermi.
Sto cominciando a sentirmi piena di vita e di prospettive, in particolare per la mia vita in Italia, che ho intenzione di riprendere in mano.
Mi sento fiduciosa nel futuro e ho capito alcune delle cose che forse mi piacerebbe studiare all’università.
Ho capito che non me ne frega più di tanto di come procederà il liceo, perché alla fine il voto di maturità non conta niente.
Ovviamente cercherò di fare del mio meglio, ma stressandomi il meno possibile.
Sono emozionata per l’exchange student che vivrà nella mia famiglia per 6 mesi, pur non conoscendola ancora sono sicura che sarà un’esperienza che mi cambierà.
Vedere il mio mondo dal suo punto di vista sarà meraviglioso, tutto nuovo ed eccitante!
Farle conoscere la cultura italiana, insegnarle al meglio la lingua… Insomma, fare tutto ciò che qui stanno facendo per me.
Ho capito che ho le migliori amiche e la migliore famiglia del mondo e che non darò mai più per scontato il loro affetto.
Non vedo l’ora di passare di nuovo un semplice pomeriggio con le mie puzzone (Si, Vale, Ire e Fra, puzzate 😛 ) a cucinare e guardare un film.
Andare in piscina la domenica, tornare a casa stanchissima e riposarmi tutto il giorno. (O studiare, ovvio .-.)
Andare a cenare al giapponese il sabato sera. Stare sul divano con il mio gattone obeso.
Sono tutte le piccole cose che mi mancano e non vedo l’ora di ritornare a fare, ma per ora mi concentro sulla Finlandia.

Per quanto siano state noiose queste vacanze mi hanno dato l’occasione di vivere dei bei momenti con la mia famiglia.
Ho parlato molto di più con Nea-Veera e con Carita, ho detto la mia prima frase completa in finlandese :P, ho capito cosa mi stava dicendo la mia cuginetta di 7 anni, ho cucinato la pizza per il compleanno di Justiina, ho visto vecchie foto di famiglia.
Ora vi lascio, domani finalmente ci sarà il tanto atteso pigiama party a casa di Merja, non vedo l’ora!
Cucineremo tortillas e pulla, vedremo un film, giocheremo a monopoli (LOL) e come ultima cosa parleremo un po’ in finlandese.
Ce la posso fare yeeeeeeah.

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Ecco la vista dalla mia finestra, venerdì scorso 🙂

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La mia pizza, era il compleanno di Justiina e ho accettato di metterle l’ananas e.e ahah

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Justiina che soffffia.

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