Finnish people are so craaaazy! And happy second month to me :D

Si, credetemi, lo sono… Specialmente da ubriachi :’)
Ma partiamo dall’inizio; venerdì verso le 4 siamo partiti in direzione cottage.
In macchina ho parlato con Katja e Nea-Veera e il mio umore era già partito bene perché è stata una bella chiacchierata sul Natale italiano e finlandese.
Nea-Veera ha pensato che sarebbe una bella idea festeggiare un natale misto,  per esempio cucinare piatti tipicamente italiani (Lasagne :P) e finlandesi (porkkanalaatikko e altre cose che non ricordo). Inoltre io ho proposto un bel pandoro che i miei genitori potrebbero spedire. Beh insomma, è stato carino progettare il Natale.
Tra l’altro il discorso è venuto fuori perché stavamo parlando dei miei miglioramenti in finlandese e io ho detto che sono soddisfatta dato che sono qui solo da due mesi.
Al che Nea-Veera era tipo: “Whaaaaaaat?! Two months??!  Time has gone so fast. Christmas is cooming!” ahahah.
La capisco sul fatto dei due mesi, ogni tanto mi rendo conto di essere qui da un po’, ma mi sembra ieri che dicevo: 10 mesi lontana da tutto.
E ora sono già 8… I don’t really know how I feel about it.
Ma prima delle riflessioni procediamo con il racconto del venerdì sera.
Arrivati al cottage la gente era praticamente già brilla (Da notare: 4 e mezza di pomeriggio) e all’inizio è stato abbastanza imbarazzante perché i ragazzi parlavano tra loro e alcuni facevano allusioni inquietanti.
Uno mi ha chiesto se stavo lì a dormire, io gli ho detto di no e un altro fa “Vittu!” (“fuck”, come per dire “peccato”) e tutti giù a ridere.
E io ero tipo “Okaaaaaaaaay” O.o
In ogni caso piano piano l’atmosfera è migliorata, hanno giocato ad un “drinking game” e già lì erano mezzi fuori, ma la parte più assurda è stata la sauna tra ragazzi e ragazze insieme ahah.
Quasi tutti erano nudi (già, si vergognano a parlare inglese ma non a fare la sauna nudi) ed eravamo tutti spiaccicati perché c’era pochissimo spazio.
Io ero seduta in braccio a Katja e rischiavo di scivolare giù ogni due secondi :’)
Vabè e quindi niente, direi che è stata una sauna alquanto strana e molto probabilmente se fossero stati sobri alquanto imbarazzante ahah.
Il resto della serata è andato avanti più o meno così, gente che cercava di far assaggiare qualsiasi bevanda alcolica a me e Laura, che ballava (in maniera ridicola, ma senza rendersene conto ahah), che faceva discorsi alquanto strani.
Un ragazzo del secondo anno era particolarmente preso bene a parlare con noi e ha detto che ora che ci ha conosciuto ci parlerà anche a scuola.
Noi eravamo tipo “Oh, che cosa carina! Ma sei sicuro che domani te lo ricorderai?”
E lui “Sisi! Mi ricorderò di voi! Lo prometto!” e ci stringe la mano ahah.
Io e Laura abbiamo deciso che lunedì andiamo a parlarci per vedere se davvero ricorda qualcosa 😀
Ah poi c’è da dire che penso di aver fatto il pieno di abbracci.
Sempre il ragazzo del secondo anno ha voluto abbracciarci per due o tre volte, così ha fatto uno del terzo e Pinja, una ragazza del terzo anno che è sempre molto gentile con noi e non faceva che ripetermi quanto amasse i miei capelli 🙂
Anche Nea-Veera nella sauna era tipo “Sono felice che sei quii! Vieni e abbracciami” ahah.
Ero sconvolta da questa cosa perché lei non è proprio il tipo, ma si sa che l’alcol fa miracoli!
Santeri è venuto a prenderci verso mezzanotte, alla fine è piacevole ogni tanto passare una serata del genere, per quanto ti distrugga ahah 😀
In particolare ieri ero morta perché Laura ha dovuto andare via alle 9 e ho dovuto svegliarmi con lei…
Poi io e Larissa abbiamo avuto un veery “sporty day”;  siamo andate in palestra e poi dalla palestra siamo tornate a casa mia, quindi 8 kilometri!
Inutile dire che non appena arrivate in casa ci siamo avventate sul cibo, ma dopo aver fatto così tanto movimento ci stava ed eravamo orgogliose di noi stesse!
La sera c’erano un po’ di amici a cena e un bordello allucinante perché oltre a essere brilli hanno cominciato a suonare la fisarmonica.
Per un po’ io e Larissa abbiamo chiacchierato con Nea-Veera, in particolare della serata al cottage e dopo abbiamo suonato il piano, ascoltato la musica e giocato con i bambini.
Quando se ne sono andati tutti abbiamo guardato The Vampire Diaries (complimenti a me che capisco sempre più dei sottotitoli in finlandese) e poi a letto.
Oggi è stata davvero una domenica zombie, non ho fatto nulla se non mangiare, leggere, “studiare” qualcosa per la scuola italiana e suonare.
Odio la domenica, è talmente noiosa che mi fa precipitare il morale ogni volta D:
Ma passando a cose serie, domani saranno esattamente due mesi che sono qui.
Ho deciso che scriverò oggi delle riflessioni su questo, dato che domani è lunedì e sarò a Kajaani fino a tardi.
E’ ovvio che rispetto ai dieci mesi che passerò qui, due non sono poi così tanti.
Ma in generale lo sono. Dicono che se superi il primo mese puoi resistere anche 10 anni e forse è così.
Per quanto sia dura, per quanto gli sbalzi d’umore ci siano, non ho mai pensato seriamente di tornare a casa. Perché quando arriva un brutto pensiero mi dico di concentrarmi sul “qui ed ora” e sul cosa potrei fare per migliorare la mia giornata.
Non è così facile, perché non puoi semplicemente dire “Chiamo un’amica e vado a farmi un giro”, vivo quasi nel mezzo del nulla.
Ma qualcosa bisogna fare, quindi semplicemente esco dalla mia stanza per sfuggire alla solitudine, che inevitabilmente porta a pensare.
Ed è così che un solo sorriso, una sola chiacchierata, possono farti sentire meglio e capire che tutti gli stupidi e brutti pensieri possono essere evitati, se solo non ci si chiude in se stessi.
Mi rendo conto di essere diversa da due mesi fa, non ho più paura.
Non ho più paura di dire la mia, anche se la penso diversamente da tutti gli altri.
Non ho più paura di provare cose nuove, di suonare davanti agli altri, di cantare davanti agli altri. Di mettermi alla prova.
Di incontrare nuove persone, di fare il primo passo, di parlare in un’altra lingua.
Allo stesso tempo sto imparando ad accettare me stessa per come sono.
Qui ho la meravigliosa sensazione che ognuno venga accettato per quello che è, difetti compresi.
In Italia le persone non fanno altro che giudicare, o sei troppo magro, o sei troppo grasso, o sei troppo brutto, o troppo infantile.
Se studi tanto sei un secchione, uno sfigato.
Se bevi sei un disgraziato, se non bevi sei un santo.
E la realtà è che io non ce la facevo più ad essere etichettata da tutti quanti e a vedere tutti quanti essere etichettati.
Qui mi sento semplicemente Giulia, ognuno è semplicemente quello che è e le persone lo accettano, accettano le tue decisioni, i tuoi gusti, il tuo carattere così com’è.
E questa cosa è fantasticamente bella.
Mi rendo conto che sono diversa perché comincio seriamente a capire ciò che dicono.
Saranno frasi semplici, come “Dov’è lo zucchero?” o “Sei stata al musical?” o “vuoi mangiare?” , ma questa cosa ti aiuta a capire che non è impossibile, che riuscirò a imparare il finlandese e probabilmente da allora sarà più semplice, perché non dovrò più scontrarmi con la timidezza della gente, convinta di avere un pessimo inglese quando invece probabilmente farebbe invidia a molte persone.
Mi rendo conto di essere diversa perché mi sto perfino abituando a essere più autonoma, a essere in casa tutti insieme ma ognuno impegnato a farsi gli affari propri.
Non nego che questa cosa soprattutto all’inizio mi lasciava spiazzata, perché sono abituata allo stare in famiglia, al sedersi  insieme semplicemente a bere qualcosa, commentare il programma che stiamo guardando, parlare di tutto e di più.
Qui non sempre è così, ma sto imparando ad accettarlo. E’ diverso e va bene così.
Avrò tutta la vita per godermi la mia famiglia, le mie abitudini italiane, ora devo vivere la mia Finlandia, lati scomodi compresi.
Non nego neanche che a volte vorrei essere a casa, non tanto per la nostalgia, ma perché mi rendo conto di quanto fosse semplice. Capire ogni parola e intendersi subito.
Avere familiari e amici che ti conoscono alla perfezione e con un solo sguardo.
Non dover pensare continuamente agli orari in cui mangiare, a che cosa, a chiedersi “è meglio che mangio ora qualcosa  o cucineranno?”.
Sembra tutto scontato e sembra una cosa stupida, ma non lo è.
Ogni cosa è nuova, ogni cosa è una nuova sfida e questo mi fa sentire viva, sono felice di ciò. Ma sono felice anche di pensare che ho la mia Italia che mi aspetta, dove sono io quella “esperta” e non ho bisogno di fare domande su qualsiasi cosa, da come si accenda l’aspirapolvere a come si apra la porta o si prenda il pullman.
Ci sono anche momenti in cui mi chiedo come farò a riabituarmi alla vita italiana, la scuola che occupa la maggior parte del mio tempo, l’ansia e lo stress come migliori amici, il dolce a colazione, i familiari molto più apprensivi.
La verità è che anche se non me ne rendo conto, in generale sto meglio qui.
Pochi compiti ma imparare lo stesso, tempo libero per i miei hobbies, natura ovunque, ragazzi molto più maturi e per quanto timidi, quando li conosci sono molto disponibili e gentili.
Non posso dire che non mi piacciono i finlandesi, per quanto mi facciano arrabbiare, in fondo sono fantastici.
Perciò non mi resta che convivere con gli sbalzi d’umore e le crisi che accompagnano i primi mesi da exchange students, godermi i momenti belli e le emozioni e sfruttare questi 8 mesi che mi rimangono.
Comunque tanto per farvi capire lo spirito di questa giornata zombie ho cominciato questo post alle 14.30 e ora sono le 19 😀
Mi sono interrotta circa un miliardo di volte, perché Nea-Veera mi ha chiamato per bere il caffè, perché ho aiutato a fare la cena, perché ho letto Harry Potter, perché mi prende la voglia improvvisa di suonare il pianoforte o la chitarra.
Bilancio della giornata: troppo cibo ( ma dopo uno sporty day ci vuole :P) , troppa noia e tanto relax!
Ma alright, ce l’abbiamo fatta, per quanto sia confuso il post dei due mesi è andato e probabilmente rispecchia anche la confusione dei miei pensieri in questi giorni.
Ora torno a una delle mie attività inutili della domenica, alla prossima!

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