Happy first month to me :D

Huomenta!
Oggi è il 7 settembre, esattamente un mese da quando il 7 agosto, sono partita da Malpensa, lasciando la mia amata (?) cittadina, le persone a me care e tutte le mie sicurezze.
Ho passato qui 4 settimane e tre giorni e le cose stanno cominciando a ingranare.
Comincio a sentirmi a casa e comincio a capire gli atteggiamenti dei finlandesi.
Comincio a non essere più infastidita dalla loro eccessiva timidezza, nè dal fatto che qui è pressoché normale essere tutti in casa, ma ognuno in camera propria.
Mi sono abituata alla scarsità di abbracci tra amici e familiari e mi sono abituata a tutti gli altri gesti d’affetto che li rimpiazzano.
Perché ho imparato che il contatto fisico non è tutto e ci sono molti altri modi per dimostrare quanto teniamo a una persona.
Perché il tuo fratellino che entra in camera tua con una ciotola piena di caramelle e te le offre con un gran sorriso, chiacchierare e fare i pancakes intorno al fuoco con i tuoi host parents, capire finalmente qualcosa di ciò che dicono e lo stupore nei loro occhi quando succede sono tutte cose che ti fanno ricordare perché l’hai fatto e ti fanno sapere che nonostante tutti i momenti difficili ne è valsa la pena.
Come ogni exchange student dovrebbe ripetersi: “It’s not good, It’s not bad, it’s just different”.
A tutti i futuri exchange decisi a fare questa esperienza, vorrei dare un consiglio.
Non pensate che sarà tutto eccitante e tutto perfetto; non è una vacanza studio, è ricostruirsi una vita a migliaia di chilometri dalla tua casa, lontano da tutte le persone che ti conoscono e ti vogliono bene a priori.
Lontano dalle persone che hanno bisogno di te. 
Non aspettatevi che tutti vogliano essere vostri amici, nessuno ha bisogno di voi, siete voi ad avere un disperato bisogno di amici.
Non aspettate che gli amici cadano dal cielo, nè l’affetto da parte della vostra famiglia, perché ciò non succederà
La piega che questa esperienza prenderà dipende solamente da voi, quindi non dite mai no a nessuno, parlate con più persone che potete, provate qualsiasi cosa vi chiedano di provare; che sia un’attività della famiglia o un cibo.
Ma soprattutto, non chiudetevi mai in voi stessi, in particolare se state avendo una brutta giornata. Molte delle mie giornate e serate sono cominciate male, ma se avete quella forza di non lasciarvi andare e di pensare che da quel brutto momento potete tirarci fuori dei momenti altrettanto belli, le cose andranno per il verso giusto.
Ad esempio ieri ero all’incontro per il musical, l’ho voluto io, sapevo che sarebbe stato noioso dato che tutti avrebbero parlato in finlandese delle scene.
Come Nea-Veera mi ha spiegato e io capisco, è assolutamente necessario che le frasi siano giuste e quindi prima devono discuterne in finlandese e poi mi possono tradurre ciò che hanno scritto in inglese.
Dopo due ore stavo letteralmente sclerando, quando circa in un minuto la mia giornata è cambiata.
Un messaggio di Joyce (l’exchange di Taiwan) che mi dice che sceglierà lo stesso viaggio che scelgo io, così potremo stare insieme. 
Per la cronaca, abbiamo scelto Copenaghen, dal 9 al 12 gennaio. 😀
Laura, l’insegnante di musica, che mi dice che mentre loro fanno le scene noi possiamo andare nella sua aula a sentire come canto.
Mi fa cantare “Set fire to the rain” e “Someone like you” mentre suona il piano; mi dice che ho la migliore voce del musical e pensa che dovrei fare un assolo.
Quando torniamo indietro si gira verso gli altri e fa “Abbiamo una cantante solista, ha una bellissima voce!” . Tutti che mi sorridono e mi fanno un grande applauso.
In pochi minuti la mia giornata ha preso una piega diversa, sono tornata a casa perché non mi andava di uscire e la serata cuocendo salsicce e pancakes è stata tranquilla e all’insegna delle chiacchiere, metà in inglese e metà in finlandese.
Mi sono sentita così bene, così a casa, nel posto giusto.

 

Image

 

Per finire questo post, dato che è speciale, vorrei fare un elenco delle abitudini finlandesi o comunque le cose diverse dall’Italia; almeno quelle che ho notato fino ad ora.

  • I Finlandesi non parlano mai agli sconosciuti; se pensate di attaccare bottone su un mezzo pubblico, magari a chi è seduto vicino a voi, vi sbagliate di grosso.
  • Se in Italia quando arrivate a casa di qualcuno chiedete se potete togliervi le scarpe, qui è un obbligo farlo.
    Le scarpe sono fatte per stare fuori; in qualsiasi casa voi andrete troverete un tappetino all’ingresso su cui lasciarle.
  • I professori vanno sempre chiamati con il loro nome e bisogna rigorosamente dirgli “Ciao” e non “Buongiorno”, altrimenti si straniscono.
  • Se siete lenti a mangiare, o trovate dei buoni amici che vi aspettino, o sarete destinati a mangiare da soli.
    Per i finlandesi il cibo è fatto per essere ingurgitato e basta, non riescono a goderselo e soprattutto non si parla mai quando si mangia.
  • Mettono pochissimo sale in tutto e quando ce n’è la quantità giusta per loro è salato.
    Ma con il dolce molte volte esagerano.
  • Non ci si riunisce quasi mai tutti per mangiare; se quando torni a casa hanno già cucinato ti prendi gli avanzi e li riscaldi.
  • Molte volte quando ci si alza da tavola si dice “Kiitos” a chi ha cucinato.
  • E’ pressoché normale stare in silenzio o farsi gli affari propri quando sei con un amico.
  • Tra amici e familiari non ci si abbraccia o bacia quasi mai, fatta eccezione per i bambini più piccoli.
  • I figli hanno molta più indipendenza e molte più responsabilità degli italiani.
    Cucinano spesso per tutta la famiglia e sono responsabili della pulizia e dell’ordine della propria stanza, dell’orario in cui vanno a letto, e dei compiti che hanno.
    Non vedrete mai una madre urlare dietro a un figlio perché la stanza è in disordine o perché non ha fatto i compiti. Sono affari suoi.
  • Nella secondary school (le nostre scuole medie) se non fai i compiti o non porti i libri ti danno una punizione e non sei libero di uscire da scuola durante le pause, nè di fumare nel cortile.
    Al lukio (high school) se non fai i compiti o non porti il materiale sono affari tuoi, niente punizioni o note.
  • Se un professore becca qualcuno distratto o con il cellulare (anche per più di una volta)  non viene fuori la terza guerra mondiale, semplicemente lo invita a stare attento o a mettere via il cellulare.

 

 Beh non vorrete mica sapere tutto il primo mese, no? Continuerò con la lista più avanti.
Per concludere, il tempo sta passando veloce e non posso negare che questa cosa ogni tanto mi faccia piacere, perché soprattutto all’inizio dell’esperienza fa paura sapere di dover stare qua così tanto e non si è mai sicuri di farcela.
Non ho mai pensato di tornare a casa e non mi sono mai pentita della mia scelta, ma ciò non fa passare la nostaglia che a volte si ha.
Ci sono poi certi momenti in cui penso a quanto sarà brutto lasciare tutto questo e… Boh, lo so che è un ragionamento confuso, sono contenta di stare qui per tanto tempo ma in contemporanea sono felice che il tempo passi veloce.
Ma anche io sono confusa su questo punto quindi accettate questo ragionamento strano ahah.
Alla prossima 😀

P.s. le abitudini finlandesi erano un elenco puntanto, che wordpress ha pensato bene di eliminare, ottimo. .-.

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