It is said that Finland is a beautiful land.

Leggere il mio ultimo post risalente a luglio mi ha fatto provare una tenerezza immensa verso me stessa.
Erano gli inizi, avevo appena scoperto il forum sull’anno all’estero e la mia fantasia correva libera. Pensavo a quando sarei stata in Cile, che avrei messo come prima scelta.
Leggevo i racconti di tutti i ragazzi andati all’estero sul sito di Intercultura e pensavo a come sarebbe stata la mia lista.
Poi è arrivato agosto, è stato creato il gruppo di facebook di tutti gli aspiranti AFSers e lì ho conosciuto persone fantastiche. Passavamo le giornate confrontandoci, parlando delle nostre mete, dei nostri dubbi e delle selezioni ed eravamo talmente entusiasti da non riuscire ad aspettare il giorno in cui avremmo fatto i test psicologici e il colloquio.

Ah, si. Che bei tempi quelli.
In ogni caso è arrivata metà novembre, sono arrivate le selezioni e io ero felicissima.
Finalmente avrei potuto fare qualcosa di concreto per il mio sogno e posso giurare che ce l’ho messa tutta, in ogni cosa che ho fatto per Intercultura.
Non voglio soffermarmi troppo su questa cosa, gennaio è passato lentissimo perché io volevo solo che arrivasse la lettera e non facevo che pensarci, e a dire la verità per come erano andate le selezioni ero anche abbastanza ottimista, ero certa di aver fatto una buona impressione.
E poi è arrivato il 28 febbraio.
Mio padre entra in camera mia per svegliarmi e si siede sul mio letto.
Mi dice: “E’ arrivata la lettera, ma non è andata bene”.
Quel momento è impresso nella mia mente da allora, ed è difficile da cancellare.
La mia prima reazione è stata di incredulità, ci sono stati quei 10 secondi in cui aspettavo che mi dicesse “No, stavo scherzando! Sei stata presa.” E invece non diceva niente…
E io so solo che ho pianto, ed è arrivata mia madre. E io ho continuato a piangere, e poi mi sono arrabbiata perché sapevo di meritarmelo, e alla fine ci speravo perché tutto faceva presupporre che la risposta sarebbe stata positiva.
Non mi fraintendete, non sono depressa. Però vedere un sogno che di infrange in questo modo, dopo che ce l’hai messa tutta è veramente un colpo al cuore.
Non avrei mai pensato che sarebbe potuto capitare a me.
Il pomeriggio ho anche chiamato una volontaria del mio centro locale e quello mi ha aiutato davvero molto, mi ha detto che ero in una fascia bassa ed era difficile ottenere un posto, mi ha detto che l’unico problema è stato il numero limitato di posti e che non dovevo assolutamente sentirmi inferiore a nessuno.
Da lì mi sono ripresa, ho deciso di provare con un’altra associazione e mi sono ripromessa di accogliere la proposta della volontaria di ospitare un exchange student una volta tornata.
E così mi trovo a marzo, a rifare tutto da capo, non so con quale forza.
SLEP test, fascicolo, colloquio… Here we go again!
E l’11 Marzo ho avuto la conferma che passerò un anno in… Finlandia 😀
All’inizio optavo per la Svezia, del resto era la mia prima scelta con AFS, però poi ho sentito alcune testimonianze sulla Finlandia e me ne sono perdutamente innamorata.
Basta dire: Lapponia, Aurore Boreali, Sistema scolastico migliore del mondo!
Lo so che molti non condividono la mia scelta, molti non la comprendono e molti credono sia una perdita di tempo, perché il finlandese non serve a nulla.
Io credo che scegliere la Germania mi avrebbe portato sicuramente vantaggi, potendo imparare il tedesco. Ma se allora vogliamo metterla sul piano della lingua, tanto vale fare un corso.
Quello che voglio veramente è entrare nella cultura finlandese, vivere come loro, imparare, imparare tanto, crescere conoscendo una nuova cultura e diventare indipendente.
Credo che aldilà della lingua sia un’esperienza che vale la pena di essere vissuta e me la voglio godere fino in fondo! I’ll just follow my head  heart
Scusate per il post chilometrico ma sappiate che vi ho risparmiato moolte cose, del resto non scrivo da luglio :’)
In ogni caso ora il mio fascicolo è partito, in attesa che qualche famiglia mi tolga dalla triste condizione di orfana finlandese!
Credo che non mi renderò conto della cosa fino a che non riceverò la famiglia; sono una persona che realizza le cose lentamente, forse è un bene, perché ogni tanto quando penso a quello che sto per fare mi sento come se stessi per affrontare qualcosa di enormemente più enorme (?) di me.
Ma io ce la farò, I’ll do it.
E come ho letto da qualche parte: ” If your dreams don’t scare you they aren’t big enough”

Detto questo, Moi moi cari!
E Hivää Yotää!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...